40 anni di attività: la missione del CeIS
da “Annuario 2009”
La missione del Centro Italiano di Solidarietà di Roma è da oltre quaranta anni, dal momento della sua fondazione, quella di aiutare chi si trova in difficoltà nei fenomeni vecchi e nuovi del disagio, della sofferenza, del disorientamento, delle dipendenze, dell’emarginazione.
Un aspetto centrale del lavoro del CeIS è quello di trasformare l’intervento sociale in azione culturale, tesa cioè a cambiare gli atteggiamenti, i comportamenti, i convincimenti di pubblica opinione e opinion leaders, mass media e politici, sui temi della sofferenza e dell’esclusione sociale, al di là di quelle “emergenze” giornalistiche o politiche che vivono lo spazio di un mattino e vengono rapidissimamente dimenticate.
La persona tossicodipendente che viene aiutata è sempre protagonista del proprio recupero, non un malato o un deviante, ma qualcuno che dopo la caduta torna a camminare per le proprie strade con le proprie gambe. Ciò ha permesso di restituire alla società migliaia di uomini e donne nuovamente protagonisti positivi nella vita familiare, amicale, lavorativa.
La metodologia di auto-aiuto che il CeIS propone non è solo condivisione di problemi ed esperienze, ma coprotagonismo nella ricerca delle soluzioni; alternativa o complementare al sapere accademico e ufficiale e al rapporto asimmetrico tra professionista della salute e paziente. Per essere parte di un processo che attiva i potenziali enormi di cui tutti disponiamo, uomini e donne, anziani e bambini al fine di raggiungere più benessere e più salute. Per riappropriarsi di responsabilità civili, di solidarietà reciproche, di iniziative dal basso che possono interessare anche l’economia, l’integrazione sociale, l’ambiente, la legalità.
La prevenzione del malessere, che viene cercata attraverso i tanti interventi nelle scuole, nelle associazioni, nelle parrocchie, non è solo informazione sui danni derivanti da comportamenti negativi, ma promozione del benessere e responsabilizzazione degli educatori naturali e professionali, genitori e insegnanti dei giovani, senza deleghe a esperti e scienziati. Nelle azioni di promozione della salute si punta sul protagonismo giovanile – idee, creatività, linguaggio adeguato – fondato sull’educazione tra pari.
Le attività di formazione per persone escluse dal mondo del lavoro mirano non solo a far acquisire competenze per una singola professione, ma si basano sull'orientamento generale (burocrazia, legislazione, facilitazioni, opportunità) e sull'autoimprenditorialità (educazione al protagonismo d'impresa) per creare un modello replicabile e socialmente utile anche in altri contesti formativi.
Le attività sportive e ricreative organizzate e incoraggiate nell'ambito dei servizi sono impostate come tempi educativi: alla disciplina, alla cooperazione, al rispetto dell'avversario, all'integrazione tra persone di etnie, lingue, culture, classi sociali ed economiche differenti.
Nei progetti internazionali che il CeIS ha potuto realizzare, si è affrontata la lotta alla droga da entrambi i lati della medaglia (offerta e domanda). Si sono sostenute pratiche antitetiche alla coltivazione delle piante che forniscono i princìpi attivi delle droghe. E ciò non solo proponendo colture agricole o risorse economiche alternative, ma soprattutto puntando sulla promozione sociale – educazione alla salute, infrastrutture socio-sanitarie, opportunità occupazionali, capacità di aggregazione, cooperazione, autostima – affinché i contadini poveri del Sud del mondo non fossero schiavizzati dai narcotrafficanti.
I servizi del CeIS sono strutturati nel modo più flessibile, per rispondere alle nuove domande emergenti. E in modo che possano essere replicati e riprodotti altrove, praticamente ovunque, con gli adattamenti necessari alle situazioni economiche, sociali, culturali, religiose, politiche locali, come la storia ci ha dimostrato.
È questo l’effetto moltiplicatore su cui si è puntato raggiungendo risultati confortanti.
Alla base è la filosofia della continua crescita e del rinnovamento: creare nuove risposte ai nuovi bisogni, adattamento continuo di strutture e interventi alle richieste, anziché viceversa.
L’ispirazione è lo stile del volontariato: aprire nuove strade con coraggio e sperimentarle con tenacia, finché le istituzioni non siano in grado di prendersi in carico i problemi con le loro forze.
La guida è l’esempio di Cristo e degli uomini di buona volontà, nel credere fermamente nell’Uomo come valore e risorsa, anche nelle situazioni più difficili e apparentemente disperate.
Chi siamo. Il personale del CeIS è formato, nei servizi terapeutico-pedagogici, da operatori specificamente preparati, in gran parte laureati in psicologia, pedagogia, sociologia e altro o diplomati educatori professionali e assistenti sociali o sanitari. Nei servizi di supporto lavorano persone titolari di competenze specifiche nei vari settori (amministrazione e contabilità, biblioteca, servizi informatici, telematici e di videografica, segretariato, manutenzione degli edifici e dei giardini, cucina, ecc.).
Operano presso le varie strutture del CeIS, inoltre, i docenti distaccati dal Ministero dell’Istruzione in applicazione della Legge 162/90 che prevede la possibilità di utilizzare insegnanti delle scuole nelle comunità (e in altri centri di recupero) per persone tossicodipendenti (in media 8-10 l’anno a partire dal 1991) e le ragazze e i ragazzi del Servizio civile volontario, inviati sulla base dell’accettazione e del finanziamento dei progetti valutati dalla Presidenza del Consiglio. Dal 2008 il CeIS di Roma è inoltre accreditato per ricevere giovani del Volontariato europeo.
Tradizionale è anche la presenza di laureandi e laureati per lo svolgimento di un periodo di apprendimento ed esperienza sul campo, in particolare una quindicina l’anno fra giovani psicologi tirocinanti e psicoterapeuti specializzandi.
Numerosi sono, poi, i volontari che spendono parte del proprio tempo libero presso i servizi del CeIS, in gran parte adulti membri dell’Associazione Famiglie, ma anche giovani universitari o momentaneamente disoccupati.