Comunità terapeutica droghe ed altre dipendenze "San Carlo"
Ia Fase: Via Alessandro Volta n.2
00047 Marino (Rm)
Tel/Fax 06.93660116
Email: s.carlo@ceis.it

IIa Fase: Villa Santa Francesca Romana, SS 140, km 2.400
00040 Castel Gandolfo (Rm)
Tel/Fax 06.93660111
Email: vsfr@ceis.it

IIIa Fase: Via Alessandro Volta n.2
00047 Marino (Rm)
Tel/Fax 06.93660116

IVa Fase: Via Attilio Ambrosini, 129
00147 Roma
Tel 06.54195221 - Fax 06.5407304

Dalla fine degli anni Sessanta si diffonde a Roma, come nelle altre città italiane, il fenomeno dell’uso incontrollato di sostanze stupefacenti e psicotrope. Tale uso e abuso nel corso degli anni avrebbe assunto aspetti differenti, via via cambiando – o sovrapponendosi – le droghe, le modalità d’assunzione, le motivazioni, la tipologia delle persone coinvolte, le classi sociali maggiormente toccate.

Seguendo la propria vocazione a rispondere con la massima prontezza alle emergenze sociali e, dunque, alla domanda di aiuto di soggetti tossicodipendenti, il CeIS di Roma appronta servizi di accoglienza, orientamento, ospitalità residenziale, trattamento pedagogico e terapeutico, reinserimento familiare, sociale e lavorativo.
Le risposte sono mirate ai bisogni in evoluzione e pensate e organizzate in modo articolato e flessibile, affinché possano rispondere ai bisogni specifici di ciascun utente.
Negli ultimi anni l’uso di droghe illegali e legali assume il carattere di una sempre più diffusa politossicomania: con l’alcool consumato in misura crescente, in particolare tra i giovani; la presenza sempre più invadente della cocaina, divenuta di facile accesso a motivo della riduzione dei prezzi nei circuiti clandestini; la sussistenza dell’assunzione di eroina; la disponibilità di nuove droghe sintetiche e di sostanze varie derivate dai princìpi attivi di piante esotiche, il cui traffico e spaccio, particolarmente capillare, si giova largamente delle nuove tecnologie, e di internet in special modo.
La facilità di mescolare sostanze e modalità di reperimento e di assunzione, di attraversare ogni frontiera nazionale, sociale, culturale, rende necessaria la creazione di un continuum di risposte, ossia un sistema di servizi che copra ogni area della dipendenza.
Il CeIS mette perciò a punto, progressivamente, una formula “a contenitori”, dove ogni servizio del più ampio intervento contro la droga contiene, al suo interno, risposte differenziate. L’utente può compiervi un percorso mobile da una qualsiasi fase di una struttura alla fase di un’altra struttura. In tal modo il cammino non è predefinito, in un’unica direzione, con avanzamenti e arretramenti automatici, ma diventa specifico per ciascuna persona, come specifiche sono la sua dipendenza, le sue motivazioni, la sua situazione individuale.
Una simile organizzazione obbliga gli operatori del CeIS ad agire all’interno di un meccanismo di continua diagnosi dei singoli utenti, nella lettura sempre aggiornata del processo di cambiamento. In tal modo il lavoro è sempre più centrato sull’utente “qui e ora” e meno sul metodo generale, che pure non è nato in astratto ma dalla storia degli incontri con i precedenti utenti.
Si tratta, del resto, della modalità di operare richiesta dalla fedeltà ai princìpi del “Progetto Uomo” voluto dai fondatori del Centro Italiano di Solidarietà di Roma.
Anche se la droga percorre trasversalmente molte attività dei CeIS, l’area dedicata ai problemi dell’uso di sostanze d’abuso si situa all’interno del Programma droghe e altre dipendenze. Le sue quattro fasi sono in realtà dei programmi individuali che riflettono il processo di crescita degli utenti.
Il Programma droghe e altre dipendenze, con tre comunità ai Castelli Romani e una sede semiresidenziale in Roma, si rivolge a persone per lo più con lunghe storie di tossicodipendenza e di emarginazione, che hanno reso negative le loro relazioni familiari e sociali. Gli utenti hanno pertanto bisogno di ricostruire la propria persona e di (ri)acquisire le competenze sociali.
Avviata nel 1979, la comunità “Sant’Andrea” trasferitasi dopo pochi mesi e divenuta “San Carlo” ai Castelli Romani, è da sempre un laboratorio del CeIS, poiché da questa esperienza si sono sviluppati e continuano a svilupparsi servizi nuovi. Un laboratorio in continua evoluzione dove chiunque – residente, operatore, ospite – può sperimentarsi e contribuire al cambiamento.
Il programma può essere definito come un’organizzazione multifunzionale che ha per obiettivo la risocializzazione delle persone in difficoltà. Il programma terapeutico-educativo rispetta i tempi e i ritmi di crescita del singolo e del suo sistema familiare e relazionale.
Un’intensa attività culturale e di studio stimola lo sviluppo di interessi adatti a migliorare la futura vita sociale dell’ospite. Il programma intende promuovere e facilitare la crescita della persona affinché ciascuno raggiunga o recuperi la sua pienezza e torni nella realtà sociale con tutti i suoi diritti e doveri.

Il programma terapeutico-educativo non si caratterizza per essere “contro” la droga o altro, ma “per” l’uomo. Il cammino comunitario punta alla formazione di una personalità adulta ed equilibrata. Oltre ad offrire alla persona in difficoltà la permanenza in un ambiente alternativo a quello da cui proviene, mette a sua disposizione un consistente appoggio attraverso precise dinamiche psicologiche che aiutano a conoscere e a superare i motivi del proprio disagio esistenziale.
Il mutuo aiuto, la forza positiva che nasce dall’aggregazione e dalla convivenza, i valori della condivisione della cooperazione, insieme alla ricchezza degli strumenti a disposizione – psicodramma, psicologia comportamentale, logoterapia, analisi transazionale – compongono un mosaico culturale di grande valore e permettono l’esprimersi della dimensione più profonda dell’essere umano.
Il programma di comunità terapeutica si articola, come detto, in quattro fasi, cui corrispondono altrettanti compiti:
a) la prima fase è dedicata al contenimento della persona che ha la possibilità di concentrarsi su sé stessa e sui propri valori; le è richiesto, con l’aiuto del gruppo, di lavorare con il massimo impegno nella sua introspezione e nella presa di coscienza della sua situazione e delle opportunità di cambiamento che, con l’ausilio del gruppo e degli operatori, le sono offerte;
b) la seconda fase si caratterizza per l’attuazione pratica degli strumenti appresi, in vista di una futura autogestione e autonomia personale e di una revisione dei rapporti familiari, affettivi, sociali;
c) la terza fase rappresenta il periodo di rodaggio e di accompagnamento al lavoro, e perciò della sperimentazione dell’individuo rinnovato alla ricerca di un’occupazione e al consolidamento o comunque a una più chiara definizione delle relazioni familiari, affettive, amicali e sociali. Queste prime tre fasi sono residenziali e si svolgono in differenti ville situate nei comuni di Marino e di Castel Gandolfo;
d) la quarta fase, semiresidenziale e collocata a Roma nel complesso di Via Ambrosini, offre un punto di riferimento come prevenzione delle possibili ricadute per gli ospiti che sono già socialmente reinseriti e in genere attivi nel mondo del lavoro. È un periodo di risposta ai momenti di dubbio e di debolezza per la risoluzione dei problemi quotidiani.


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